LA TUA RADIO         

 

La tua radio è spazio che riga i tempi,

è la traccia che hai lasciato

e che continua da sola.

Emani ciò che non si ferma,

come moto perpetuo avanzi di bocca in bocca.

Non vedo te  che ti sfili il soprabito,

ma  intuisco sbuffi di neve

sui bordi della tua finestra.

La tua radio è voce audace che usa

la gola profonda delle trasparenze

per porre sulla tua idea il mio nome.

Un solo cenno, un solo movimento,un solo tratto,

fanno del mondo intero un mosaico di ascolti.

La tua radio ingoia piccole musiche arcane,

fluiscono ad imbuto, per illuminare il cielo,

piene di luci e ombre abbracciate insieme.

Sembrano suoni ovali che cercano la sfera madre,

un penetrante ibrido di intenzioni.

In una brevità ci stiamo scambiando l’infinito,

potrei salvarti senza vedere mai il tuo volto,

potrei ricevere la tua più vera conoscenza

senza aver mai consumato il tuo caffé.

Quanto amore, quanto rispetto,

dentro un battito allungato senza precise forme.

Spero che tu ritorni in quella stessa stazione,

che nella telegrafica visione interna

io senta la neve sciogliersi dalla tua finestra,

il tuo soprabito appeso,

lasciato lì ancora per amare me

attraverso un altro suono lontano...

 

                                   Eleonora  Giovannini